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mozia

Mozia Antico insediamento sull’isoletta di San Pantaleo, in Sicilia, di fronte all’odierna città di Marsala. Già incluso nel territorio degli elimi, divenne – ad opera dei coloni fenici che vi giunsero nel VII secolo a.C. – uno dei tre grandi centri (insieme con Palermo e Solunto) della colonizzazione punica della Sicilia. Caposaldo militare e vivace emporio commerciale, fortemente influenzata dalla cultura delle vicine colonie siciliane, Mozia venne distrutta nel 367 a.C. da Dionisio il Vecchio, tiranno di Siracusa. Non venne riedificata perché i cartaginesi preferirono spostarsi sulla terraferma, colonizzando la vicina Lilibeo (l’odierna Marsala). Notevoli i resti archeologici venuti alla luce a Mozia: il tofet, gli avanzi dell’ingegnosa struttura canalizzata del bacino portuale e, soprattutto, la statua del cosiddetto “efebo di Mozia”, originale marmoreo di pregevole fattura greca, databile alla metà del V secolo a.C. Situata in posizione strategica nel Mediterraneo, Mozia si sviluppò intorno all’VIII-VII secolo a.C. sull’isoletta di San Pantaleo, di fronte a Marsala, alla quale era unita da una strada, oggi sommersa. Dopo che Dioniso II di Siracusa la distrusse, la città fu abbandonata, e nessuno vi abitò più, a parte alcuni insediamenti di monaci in età medievale.

 

 

 

 

 

 

Oggi proprietà della Fondazione Whitaker, dal nome dello studioso che per primo condusse scavi archeologici sul sito, Mozia ospita anche un museo che raccoglie i reperti che sono venuti alla luce in quasi un secolo di scavi. Questo gioiello naturale e archeologico al centro del golfo dello Stagnone, circondato dall’Isola Grande, dall’isola Santa Maria e dall’isolotto La Scuola, è descritto nel brano che segue, tratto dalla Guida Rossa Sicilia del Touring Club Italiano.
Mozia, al centro del bacino lagunare, viene fondata dai Fenici che, giunti sul finire dell'VIII secolo a.C., pongono le basi di un sistema costiero tendente al controllo delle rotte commerciali lungo il Mediterraneo occidentale. Nel progressivo inasprirsi delle lotte tra Cartaginesi e Greci, la città, divenuta il maggior centro punico della Sicilia, è presa e distrutta nel 397 a.C. da Dionisio II di Siracusa. Nell'anno seguente i Cartaginesi la riconquistano e ne trasferiscono gli abitanti a Lilibeo. Mozia non risorge più come prima e il suo nome, benché abitata, in parte, ancora fino alla metà del III secolo a.C., sparisce dalla storia. Identificata, nel secolo scorso, con l'isola di San Pantaleo, il proprietario Giuseppe Whitaker vi conduce scavi fruttuosi. Oggi l'isola è proprietà della Fondazione Whitaker, che ha sede a Palermo nella villa Malfitano.