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manifestazioni Marinella di Selinunte

SAGRA DELLE SARDE

PANE CUNZATU'

SELINUNTE (TP) - Iniziata il 1 agosto la kermesse «Pesce azzurro, che bontà», promossa dalla cooperativa «Selinunte Pesca» (che raduna i centoventi pescatori della borgata, proprietari delle 44 barche armate), dall’Unione Europea e dall’Assessorato regionale alla cooperazione e pesca, che si terrà a Marinella di Selinunte (Castelvetrano).
Per sette giorni – l’1,2,8,9,16,22 e 23 agosto – in dieci ristoranti convenzionati della frazione saranno offerti pranzi e cene a metà prezzo.
Con un menù completo di 25 euro, il cliente pagherà soltanto 12,50 euro, degustando il pesce fresco che ogni mattina porteranno gli stessi pescatori.
Il programma dell’iniziativa è pure arricchito dalla vendita promozionale di prodotti ittici locali di pesce azzurro.
Nei giorni 10,11,17,29 e 30 agosto in appositi stands avverrà la vendita a metà prezzo del pesce.
Il 24 agosto si terrà invece una degustazione gratuita di piatti a base di pesce azzurro. A prepararli saranno gli stessi ristoratori locali.
Il 25 agosto la sagra delle sardine arrostite allo spiedo (spita di sardi), che coinvolgerà tutte le famiglie dei pescatori.
Domenica 10 settembre si terrà invece la sagra del pane cunzatu con le sardine.

 

 

 

SAGRA DELLE SARDE

 



Il 3 settembre si terrà un convegno sul valore nutrizionale del pesce azzurro e sulla pesca nel Mediterraneo.
Location della kermesse sarà lo scalo di Bruca (scaru), il piccolo porto della borgata. Scelto non a caso, visto che la storia di questa comunità marinara ha radici antiche proprio qui: furono i Borboni a fare costruire un pontile in legno per caricare grano, vino, olio ed altri prodotti coltivati nell’entroterra, da cui il nome di scaru per indicare il porticciolo.
La manifestazione è stata organizzata per valorizzare il pesce azzurro del Mediterraneo e le sue qualità nutrizional. La pesca locale delle sardine nel mare di Selinunte viene ancora eseguita con sistemi antichi, utilizzando reti di tratta e ciancialo in nylon, materiale che nel tempo ha sostituito il filo e lo spago.
Il pesce appena pescato ogni mattina viene venduto all’asta col banditore, in un piccolo mercato che ha mantenuto la caratteristica del piccolo borgo marinaro di pescatori.